Ti è mai capitato di rimanere incastrato durante un rapporto sessuale?

Ti è mai capitato di rimanere incastrato durante un rapporto sessuale

L’incastro perfetto, tra sesso e imbarazzo.

Ti è mai capitato di sentire che una coppia è rimasta incastrata durante un rapporto sessuale? Si? Bene, allora vi raccontiamo questa storia.

Ometteremo di mettere troppi dettagli intimi e personali, ma il racconto seguirà i fatti reali. Una donna sposata va in un hotel con il suo amante. Una fugace e passionale variante alla quotidianità noiosa e priva di emozioni. Tutto è molto eccitante, i due avvinghiati tra loro, pieni di passione, colpevoli ma felici. L’eccitazione è molto alta, non è la prima volta, ma ogni volta è come la prima. Tutto è perfetto, come sempre del resto. Ma qualcosa sta cambiando, al momento non ci si fa molto caso, ma attenzione, colpo di scena, la coppia resta incastrata durante il rapporto sessuale. Provano a staccarsi in tutti i modi, ma niente. Il panico comincia a salire e farsi sempre più forte. “E adesso?” esclama lei. Devono farsi venire in mente qualcosa e velocemente. Niente! A questo punto l’unica soluzione plausibile è quella di andare al primo ospedale e chiedere aiuto. Ma come fare? Semplice, ci andranno attaccati, quindi i due sono costretti a sfilare lungo la strada avvinghiati su una barella, coperti solo da un lenzuolo. Una via crucis del peccato che attira subito una folla di curiosi. Qualcuno filma il tutto e condivide online il video. Ciò che doveva restare segreto viene dunque scoperto nel più imbarazzante dei modi. Secondo i media locali pare che il marito cornuto abbia usato una qualche pozione magica per cogliere in flagrante la moglie fedifraga.

Ti è mai capitato di rimanere incastrato durante un rapporto sessuale

Verità o leggenda?

Questi racconti sanno di leggenda metropolitana, un po’ come i coccodrilli nelle fogne di New York. In realtà sono fatti realmente accaduti, accade realmente di rimanere incastrati durante l’amplesso.

Tecnicamente viene definito “Penis Captivus”.

Il pene imprigionato è una condizione che si verifica per esempio in alcune specie animali. Però nell’uomo non esiste nessun dato clinico attuale che riporti questo evento. Eppure ci sono stati casi in cui due amanti siano stati portati al pronto soccorso perché non riuscivano a separarsi.

Questa vicenda ha però alcuni risvolti socio culturali. L’idea comune è quella che il rapporto sessuale sia un legame dal quale non ci si possa staccare. Inoltre, i rapporti extra coniugali sono sottoposti a giudizio sociale. Considerate inoltre che nella maggior parte dei casi, la donna adultera è quella che maggiormente subisce questo giudizio. In una società maschilista, l’uomo adultero riesce a riscuotere, oserei dire ingiustamente, maggiori consensi della donna.

Ti è mai capitato di rimanere incastrato durante un rapporto sessuale

Possiamo definire quindi che la condizione di pene imprigionato sia causata dall’effetto sottovuoto (favorito anche da una specifica conformazione fisica) che può venirsi a creare, convogliando il sangue nel glande e aumentando l’effetto ventosa, rendendo di fatto impossibile l’estrazione mediante trazione, e/o una contrazione involontaria del muscolo elevatore dell’ano che crea una sorta di “strangolamento” del pene, che impedisce al sangue di defluire. In situazioni ancora più rare ciò può verificarsi anche in vagina pur essendoci pochissimi avvenimenti del genere documentati.

Se vi dovesse capitare, non fatevi prendere dal panico! Quello che dovete cercare di fare è questo:

  • Rimanete tranquilli, nel limite del possibile o perlomeno il meno agitati possibile, l’ansia renderà tutto più difficoltoso
  • Recuperate, se vi è possibile, del ghiaccio e cercate di applicarlo nella zona alla base del pene. Il freddo ha un effetto di vasodilatazione e quindi aiuta il defluire delflusso sanguineo. Il deflusso favorisce lo sgonfiamento del glande, riducendone la dimensione. Attenzione però a non refrigerare l’orifizio, questo causerebbe una costrizione dello stesso, causando di fatto l’annullamento del beneficio portato al glande: vi consigliamo di proteggere con un panno la zona vaginale e/o anale per non rischiare spiacevoli conseguenze.
  • Se l’incastro avviene nella zona vaginale, una stimolazione anale effettuata con un dito, aiuterebbe la distensione del muscolo contratto.
  • Recatevi al primo pronto soccorso più vicino, questa è la soluzione migliore e più sicura da intraprendere; vi somministreranno un miorilassante che nel breve agirà consentendovi il distacco.

Il consiglio. Usate sempre un buon lubrificante durante i rapporti, sia vaginali che anali, vi aiuterà molto e dovrebbe ridurre le possibilità di trovarsi di fronte a “Penis Captivus”.

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